Dal Duemila a oggi: da “Advertiser a “ADV”

Nel 2000, anno che prelude al cambiamento veloce, la testata subisce un restyling e il suo nome diventa ADV: nello speciale sul nuovo millennio, il concetto di fondo è: “davanti agli scenari in perenne movimento le aziende saranno sempre più messe a dura prova e dovranno adattarsi alle nuove realtà tecnologiche, economiche e sociali, pena la scomparsa dal mercato”, come evidenziava Paolo Bellavista. Le rubriche e gli articoli trattano di geomarketing, rivoluzione sul punto vendita, naming, centri media, new media e post produzione. Nello stesso anno nasce ADVNext, la parte della testata dedicata ai nuovi scenari tecnologici, prima a sé stante, poi inglobata nella rivista.

I cambiamenti si avvicendano velocemente e la testata è ormai collegata alle logiche dell’e-thinking e dà testimonianza dei profondi mutamenti in atto. Nel 2004 Fabrizio Bellavista ne diviene direttore responsabile, subentrando al fratello Paolo. La ricerca di contenuti innovativi porta all’approfondimento della comunicazione emozionale, di ADVNext e all’introduzione della community “Creativity” sul sito e delle rubriche “Retail Corner”, “The idea’s corner” e “Global tongue” sul magazine. Ha commentato Fabrizio Bellavista: “In quest’era di cultura affrettata crediamo nel concetto di ‘respiro mondiale, passo nazionale’; gli avvenimenti ci fanno capire che le idee, se sono forti, durano nel tempo o attraversano con leggerezza mondi e media diversi”.

A fine 2006 la proprietà di ADV e dell’Annual passa a Reed Business Information, e, successivamente, a TVN Media Group, gruppo multimediale già presente sul mercato con Televisionet e con le riviste ‘Pubblicità Italia’ e ‘Pubblicità Italia Today’.