Fotografare in sintonia con i tempi

Mario Bellavista iniziò ad interessarsi di fotografia artistica, come fotoamatore, dal 1926. L’apice, per creatività ed espressione, lo raggiunse negli anni 40.

Diverse sue opere sono custodite nell’Archivio Civico di Torino e in quello dei Fratelli Alinari a Firenze (la più antica azienda al mondo operante nel campo della fotografia, dell’immagine e della comunicazione, vanta un patrimonio di 4 milioni di fotografie di proprietà). Alcune vennero esposte anche alla 46a Biennale Internazionale d'Arte di Venezia, nel 1995.

Questa sua passione fu molto preziosa per l’attività di pubblicitario perché gli fornì quell’intuizione per l’aspetto iconografico che risultò fondamentale nelle campagne realizzate prima con lo Studio Sigla e poi come consulente.

Uno scritto degli anni ’30 dal titolo “Concetti sull’arte fotografica”, rielaborazione di un testo precedente, e il libro "Perché Fotografo. Come fotografo”, edito da Bertieri Ed., illustrano molto bene l’idea che Mario Bellavista aveva dell’arte e della fotografia.